AGGIORNAMENTO !!!!!!!!!!!!

AGGIORNAMENTO : EMERGENZA CORONAVIRUS: OBBLIGHI, PRESCRIZIONI E RACCOMANDAZIONI PER LE ATTIVITA’ SPORTIVE

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, considerato l’evolversi della situazione del coronavirus, ha adottato ieri il Decreto 9 marzo 2020, pubblicato ieri sera in Gazzetta Ufficiale e quindi in vigore da oggi

Il testo prevede l’applicazione delle seguenti misure per l’intero territorio nazionale per quanto concerne le attività sportive:

  • sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati;
  • gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti “professionisti” [quelli riconosciuti dalle sole Federazioni FIGC, FIP, FCI e FGI] e non professionisti [purchè agonisti], riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali;
  • resta consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano;
  • sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici;
  • sono sospese tutte le manifestazioni organizzate, nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, compresi quelli di carattere sportivo, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, come, a titolo d’esempio, scuole di ballo. In questi luoghi così come nei locali assimilati è sospesa ogni attività;
  • sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori e centri termali (fatta eccezione per l’erogazione di misure rientranti nei livelli essenziali d’assistenza);
  • le attività di ristorazione e bar sono consentite nella sola fascia oraria 6.00 – 18.00, previo obbligo, a carico del gestore, di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Per l’intero territorio nazionale è disposta, altresì, la prescrizione secondo cui si deve evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita da tali territori, nonché all’interno dei medesimi. Sono consentiti gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. Non sono dunque consentiti spostamenti di piacere nonché di svago

L’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di ieri (DPCM 9.3.2020) consente la pratica sportiva e le attività motorie svolte all’aperto, a condizione che sia possibile rispettare il vincolo della distanza interpersonale di un metro.
Ad oggi non vi sono chiarimenti se tali iniziative sportive/motorie sono possibili a puro titolo personale od anche se organizzate da ASD/SSD o solamente per attività meramente personali.

Altrettanto si attendono chiarimenti sulla possibilità di erogare un servizio sportivo a domicilio, su cui il Decreto nulla dice. Teoricamente nel silenzio della norma, si potrebbe intendere lecita tale possibilità anche con tutte le precauzioni del caso, seppur non propriamente in linea con lo spirito di evitare al massimo i contatti.

Infine segnalo che tra le attività motorie all’aperto non sembra al momento rientrarvi l’attività ciclistica.
L’uso della bicicletta per uso personale, infatti, determina l’equiparazione della bicicletta ad un veicolo sottoposto alle regole del codice della strada (in quanto veicolo per il trasporto di persone) e pertanto sottostante al principale divieto attuale di “spostamento di persone all’interno del territorio da motivare” con propria autocertificazione nei casi ammessi (comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute). Sul punto il chiarimento che l’uso della bicicletta possa essere ammesso come “pratica sportiva all’aperto” appare pertanto necessario.

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